|
|
![]() |
|
|
Comune di Campagnano di Roma |
||
|
|
||
Le applicazioni del solare termico
LE APPLICAZIONI DEL SOLARE
TERMICO
Le applicazioni più comuni sono relative ad impianti per acqua calda
sanitaria, riscaldamento degli ambienti e piscine; sono in aumento casi di
utilizzo nell' industria, nell'agricoltura e per la refrigerazione solare.
I collettori solari ad aria calda si differenziano da quelli ad acqua per
il fatto che in essi il fluido termovettore è costituito da aria. I campi
d'applicazione per tali impianti sono tipicamente quelli di riscaldamento
dell'aria per la climatizzazione ambientale e, in campo industriale, per i
processi d'essiccazione di prodotti alimentari.
Nel campo della climatizzazione ambientale il vantaggio di utilizzare i
collettori ad aria consiste nel fatto che l'aria in essi riscaldata può
essere inviata direttamente all'ambiente senza scambiatori di calore
intermedi. Ciò permette un notevole aumento di efficienza del sistema,
basti pensare che, di solito, con un sistema ad acqua, per riscaldare un
ambiente a 20÷22 °C, occorre portare l'acqua almeno a 60÷70 °C. Il
principio di funzionamento dei collettori ad aria è pressoché lo stesso di
quelli ad acqua, ma i parametri di dimensionamento variano
sostanzialmente, in quanto l'aria scambia calore con maggiore difficoltà
dell'acqua.
Occorre perciò assicurare all'aria un tempo di permanenza più lungo
all'interno del collettore; per questo motivo il percorso di solito è
tortuoso, per rallentare il flusso dell'aria. Per il resto, il collettore
ad aria, come quello ad acqua, è costituito da una piastra captante, una o
più coperture trasparenti e l'isolamento termico.
I collettori solari per piscina possono fornire fino al 100% delle
necessità termiche delle piscine. Sono inoltre i più semplici da
installare della categoria. La combinazione di un sistema di riscaldamento
solare e l'utilizzo di una copertura notturna può accrescere sensibilmente
la lunghezza della stagione balneare con un incremento dei costi
gestionali molto contenuto.
Paragone tra diverse tipologie di impianti per la produzione di acqua
calda
In ambito urbano l'acqua calda sanitaria è per la maggior parte dei casi
prodotta con scaldabagni elettrici o caldaie a gas. La produzione di acqua
calda sanitaria, con l'uso di energia elettrica dissipata dalla resistenza
presente nello scaldabagno, risulta un processo costoso dai punti di vista
energetico, ambientale ed economico, se confrontato con la produzione di
acqua calda con caldaie a gas. L'introduzione aggiuntiva di un collettore
solare termico, che sostituisca parte della produzione di calore, comporta
benefici ancora maggiori. Di seguito vengono analizzati brevemente gli
effetti energetici, economici ed ambientali che l'introduzione di tre
diverse tipologie di impianti per il riscaldamento per acqua sanitaria
possono conseguire, in relazione all'introduzione di un sistema solare
termico attivo, in particolare si analizzeranno le seguenti possibili
soluzioni:
1. sostituzione dello scaldabagno elettrico con un sistema integrato
solare/gas
2. integrazione del sistema gas preesistente con impianto solare
3. integrazione del sistema elettrico con impianto solare (per
impossibilità di sostituzione con sistema gas).
Il primo caso interessa molte utenze domestiche e pubbliche, di piccola
taglia, che non hanno ancora affrontato la questione e, di conseguenza,
potrebbero essere incentivate, in analogia con i provvedimenti sulle
rottamazioni, ad una sostituzione dello scaldabagno elettrico. Nel secondo
caso l'integrazione del sistema gas preesistente con impianto solare,
prevede un costo di integrazione ridotto al minimo; si tratta di fatto di
utenze che hanno già scelto il gas e potrebbero, con sistemi solari
termici, risparmiare il 60 % annuo di gas combusto. Il terzo caso è
relativo a realtà in cui il sistema di riscaldamento non può che essere
elettrico, per ragioni urbanistiche o per la particolarità dell'utente;
per esempio campi nomadi o altre strutture di accoglienza.
Per le tre soluzioni impiantistiche verrà eseguito, a scopo indicativo, un
bilancio energetico ed ambientale (in termini di emissioni di CO²
evitate).
Analisi energetica: calcolo dell'energia pro capite necessaria
In media, in Italia si consumano circa 50 litri al giorno di acqua calda
sanitaria pro capite, alla temperatura di 45°C. Ipotizzando una
temperatura dell'acqua proveniente dall'acquedotto pari a 15 °C si può
calcolare il quantitativo pro capite Q, di energia termica necessaria:
Q = G . cs . (Tu - Ta ) = 50 l . 1 kcal/l °C . 30 °C = 1500 kcal
Avendo indicato con:
G, massa d'acqua da scaldare (l)
cs, calore specifico dell'acqua (kcal/l)
Tu, temperatura di utilizzo, pari a 45°C
Ta, temperatura acqua dell'acquedotto (°C).
Caso di Produzione di acqua calda con scaldabagno elettrico
In questo caso, l'utilizzo di energia termica per produrre acqua sanitaria
comprende una doppia trasformazione. In una prima fase occorre produrre
energia elettrica (tipicamente, in centrali termoelettriche, più raramente
in idroelettriche). L'energia elettrica prodotta, poi, trasportata
all'utenza, dovrà a sua volta trasformarsi in energia termica per effetto
Joule per essere conferita all'acqua. Per produrre con uno scaldabagno
elettrico 1500 kcal (1,7 kWh termici) sono necessari circa 1,94 kWh
elettrici, avendo stimato l'efficienza di conversione dello scaldabagno
elettrico pari al 90%. Mediamente, una famiglia di quattro persone
utilizza, quindi, 7,74 kWh elettrici al giorno per la produzione di acqua
calda sanitaria. Ma è da considerare che, per la produzione di ogni kWh
elettrico, vengono consumati dal parco di centrali elettriche italiane,
circa 2,54 kWh, sotto forma di energia primaria.
Considerando questa doppia trasformazione da energia primaria in energia
elettrica e da elettrica a termica, emerge che, per produrre l'acqua calda
necessaria giornalmente per soddisfare il fabbisogno pro capite sono
necessarie 2,54 . 1,94 = 4,93 kWh primari equivalenti a 4.240 kcal. In tal
modo solo il 35% dell'energia primaria consumata viene effettivamente
utilizzata dall'utente. Nel caso, poi, di una famiglia di quattro persone,
si arriva a 16.960 kcal/giorno, pari a 17,72 kWh (termici).
Caso di produzione di acqua calda con caldaia a gas
Una caldaia a gas ha ovviamente una resa energetica diretta più alta,
perché evita la conversione più energivora (e più exergivora), che
consiste nel passaggio energia termica -> energia elettrica. Per questo la
resa globale si aggira sull'80÷85%. La produzione di calore e il
conseguente riscaldamento dell'acqua sanitaria avviene per combustione
diretta del metano. Nel caso peggiore di rendimento del 80%, per produrre
1500 kcal sono quindi necessarie in un giorno 1875 kcal (ossia 2,18 kWh).
Nel caso di una famiglia di quattro persone si arriva a 7500 kcal/giorno.
Confronto di consumi energetici tra i casi esaminati
La figura seguente mostra il risultato del confronto tra il fabbisogno
energetico necessario per la produzione di acqua calda sanitaria con uno
scaldabagno elettrico, con una caldaia a gas, un sistema caldaia
gas/collettore solare termico ed un sistema scaldabagno
elettrico/collettore solare termico, ferme restando le ipotesi sopra
enunciate ed il quantitativo procapite di acqua necessaria.
|
|
Si osserva allora che, nel passaggio dalla soluzione con scaldabagno
elettrico a quella con caldaia a gas integrata da collettori solari, il
consumo energetico procapite passa da 4,93 a 0,87 kWh. E' il caso più
interessante, dunque, che porta ad una riduzione dell'82% del consumo
energetico, a parità di servizio reso.
Nel confronto tra il sistema basato sull'integrazione di collettore solare
con una caldaia a gas e la caldaia stessa, si nota come il consumo passi
da 2,18 kWh, per il caso della sola caldaia, a 0,87 kWh, per il sistema
integrato. Nel passaggio dal solo scaldabagno elettrico ad uno scaldabagno
integrato da collettori solari, il consumo energetico scende da 4,93 a
1,97 kWh.
Vantaggi ambientali
Un primo indicatore di confronto tra le diverse tecnologie a disposizione
può essere ritenuta la quantità di anidride carbonica mediamente immessa
nell'ambiente per produrre, nelle stesse condizioni, acqua calda
sanitaria. Nel corso dell'analisi energetica, si è stimato che il
fabbisogno di energia elettrica di un'utenza monofamiliare (4 persone) per
produrre acqua calda sanitaria con uno scaldabagno elettrico è pari a 7,74
kWh (elettrici) /giorno. In Italia, per produrre un kWh elettrico, le
centrali termoelettriche emettono nell'atmosfera in media 0,58 kg di
anidride carbonica (CO²), uno dei principali gas responsabili dell'effetto
serra [Dati ENEL 1999]. Pertanto, lo scaldabagno in esame è indirettamente
responsabile dell'immissione nell'atmosfera di:
0,58 kg CO² / kWh (elettrico) x 7,74 kWh (elettrici) /giorno = 4,5 kg
CO²/giorno,
Questo significa che, per la sola acqua calda sanitaria, utilizzando lo
scaldabagno elettrico, una famiglia immette quotidianamente nell'ambiente
4,5 kg CO² (con una media procapite di 1,125 kgCO²/giorno).
Nel caso di una caldaia a metano, nella combustione si formano 0,25 kg CO²
per ogni kWh termico; una famiglia di 4 persone dà quindi origine alla
seguente produzione giornaliera di anidride carbonica:
0,25 kg CO² . 6.97 kWh (termici) = 1,74 kg CO² /giorno
con una media procapite di 0,435 kgCO²/ giorno.
Nel caso di impianti ibridi solare /gas, ossia impianti solari posti ad
integrazione della caldaia a gas, assicurando lo stesso comfort durante
tutto l'arco dell'anno, è possibile risparmiare, a Roma, il 60% del
consumo di gas: la stessa famiglia produrrà, allora, giornalmente 0,69 kg
CO², con una media procapite di 0,174 kgCO²/ giorno.
La figura seguente riepiloga le emissioni di anidride carbonica generate
nei diversi casi analizzati. La riduzione delle emissioni di CO² ottenuta
con il sistema ibrido è notevole soprattutto rispetto al primo scenario:
si passa da 1,125 kg di CO² emessi a 0,22 kg di CO² , con una riduzione
percentuale dell'80%. Tra il caso di impiego della caldaia a metano e
quello di integrazione di questa con i collettori si verifica una
riduzione, in valore assoluto, di 0,33 kg di CO² procapite, mentre lo
scaldabagno elettrico, se impiegato con il solare, porta ad una riduzione
di 0,675 kg di CO2.
