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 Comune di Campagnano di Roma

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LE CALDAIE

Cos’è e come funziona

La caldaia è un’apparecchiatura che trasforma l’energia di combustibili in calore e lo rende disponibile in un circuito contenente acqua o aria che ha la funzione di distribuire il calore negli ambienti ed eventualmente nell’acqua dell’impianto sanitario.

E’ generalmente costituita da un recipiente riscaldato contenente acqua (o altro fluido), che quindi aumenta di temperatura per effetto di un riscaldamento esterno.

Nella caldaia si distinguono essenzialmente: il focolare o il bruciatore, che costituiscono l'organo di ingresso dell'energia termica. Sul focolare, o grazie al bruciatore, si costituisce una miscela quasi perfettamente stechiometrica tra il carbonio ( o altro elemento ossidato) contenuto nel combustibile e l'ossigeno contenuto nell'aria, in modo da realizzare una fiamma tale da trasmettere il calore sia per conduzione termica tramite i fumi caldi di combustione, sia per irraggiamento.

L'ambiente in cui è presente il focolare (o il bruciatore) è detto camera di combustione. Nel caso di focolari a combustibile solido, è prevista una camera, detta cinerario, solitamente sottostante la griglia del focolare, in cui si accumulano le ceneri di combustione e da cui queste vengono estratte. Tranne che nelle caldaie a pellet in cui la cenere viene completamente eliminata con i gas di scarico. La camera di combustione è solitamente in leggera depressione nel caso di combustibile solido; in presenza di un bruciatore la camera è a volte a pressione superiore all'atmosferica.

Il fascio tubiero (non presente in genere nelle caldaie per riscaldamento), ossia un assieme di tubi che collegano, nelle caldaie a tubi di fumo il focolare al camino, e in quelle a tubi d'acqua i corpi cilindrici. Il fascio tubiero ha la funzione di aumentare per quanto possibile la superficie di scambio tra fumi e acqua.

Il camino, condotto esterno di evacuazione dei fumi di combustione esausti.

Le tipologie

Esistono tre differenti tipologie di caldaie che si differenziano per il modo in cui prelevano l'aria necessaria alla combustione del gas. Il processo di combustione avviene nel bruciatore in seguito alla miscelazione con l'ossigeno presente nell'aria. Inoltre, i fumi della combustione scaldano l'acqua presente nel circuito fino alla temperatura desiderata, che può essere regolata sul pannello di controllo frontale.

Caldaia a camera aperta

Questo tipo di caldaia preleva dall'ambiente l'aria che serve per la combustione, cioè per bruciare il gas, attraverso una piccola apertura frontale. I fumi della combustione, caldi e leggeri, vengono scaricati con tiraggio naturale attraverso una canna fumaria verticale, che li convoglia in un camino posto sul tetto, o con un condotto che li porta all'esterno.

Nei nuovi impianti questo tipo di caldaia deve essere collocato, per legge, all'esterno della casa o in appositi locali aerati. Particolari modelli, dotati di sistemi di protezione dagli agenti atmosferici, possono essere collocati sui balconi, anche al di fuori di armadietti o nicchie.

E' possibile installare questo tipo di caldaia all'interno di un'abitazione solo per sostituirne una dello stesso tipo, già installata in precedenza. E' vietato collocarla in bagno e in camera da letto. Oltre al collegamento dell'apparecchio alla canna fumaria, è obbligatorio per legge (legge 46/90) un'apertura di ventilazione del locale per ripristinare nell'ambiente il corretto livello di ossigeno ed espellere l'aria viziata. La sua superficie si calcola in 6 cmq per ogni kW di potenza dell'impianto, con un massimo di 100 cmq.

Caldaia a camera stagna

In questo tipo di caldaia la fiamma è completamente isolata dall'ambiente e l'aria viene prelevata dall'esterno attraverso un doppio tubo che serve anche a espellere l'aria inquinata interna. In questo caso, il tiraggio è forzato da un piccolo ventilatore inserito nel circuito di combustione.

Le caldaie a camera stagna possono essere installate in qualsiasi locale, compreso il bagno e la camera da letto, in quanto il prelievo e l'espulsione dell'aria avvengono direttamente dall'esterno. Il loro costo è maggiore rispetto ai modelli a camera aperta, ma hanno il vantaggio di essere isolate dall'ambiente in cui vengono inserite.

Caldaia a condensazione

In questo nuovo tipo di caldaia, il calore dei gas combustibili, che nei modelli tradizionali è espulso con i fumi di scarico, viene, invece, recuperato. Questo vapore caldissimo è, infatti, condensato e riutilizzato nel processo di riscaldamento.

Le caldaie a condensazione consentono un notevole risparmio energetico e producono un minore inquinamento.

Il loro costo è superiore del 30-40 per cento rispetto alle caldaie tradizionali, ma viene ammortizzato in un arco di tempo ridotto in quanto il loro rendimento è superiore, in media, del 10-15 per cento.

Essendo totalmente a tenuta stagna, possono essere inserite in qualsiasi ambiente domestico, previa installazione di un tubo di scarico dell'acqua di condensa, che può essere convogliata nella rete delle acque nere o bianche.

Quale modello scegliere

La prima cosa da chiedersi quando si acquista una caldaia è se questa deve servire solo al riscaldamento, in quanto si ha già in casa uno scaldabagno efficiente e sicuro per scaldare l'acqua, oppure se deve servire, oltre che per riscaldare tutti gli ambienti della casa, anche per produrre acqua calda. In quest'ultimo caso, si deve ricorrere ad apparecchi di tipo combinato (detti anche di tipo misto) che presentano, a loro volta, due diversi tipi di soluzioni: la produzione istantanea e quella ad accumulo. Nel primo caso, aprendo il rubinetto, la caldaia si accende e inizia a riscaldare l'acqua. Nel secondo caso, viene riscaldata l'acqua di un serbatoio (boiler) che contiene, mediamente da 60 a 200 litri. Per andare a regime, è sufficiente circa un quarto d'ora. Nelle abitazioni dove le necessità sono elevate (vari bagni che funzionano contemporaneamente, vasca idromassaggio etc.), sono consigliabili le caldaie ad accumulo, che garantiscono un flusso d'acqua abbondante, seppur limitato alla capacità del serbatoio.

La Manutenzione della caldaia

I Vantaggi:

Il corretto controllo della caldaia ne ottimizza il funzionamento minimizzando la possibilità di incidenti e di immissione di scarichi pericolosi all’interno dell’ambiente domestico;

Le verifiche periodiche effettuate da personale specializzato la rendono affidabile ed efficiente garantendo migliori prestazioni e minori consumi di combustibile. Questo significa risparmiare in maniera significativa sui costi relativi al riscaldamento.

Ogni caldaia per funzionare ha bisogno di scaricare i fumi della combustione nell'ambiente esterno.

Oltre ad altre sostanze inquinanti questi fumi contengono anidride carbonica, uno dei principali responsabili dell'effetto serra. Ridurre i consumi attraverso la corretta manutenzione della caldaia permette di bruciare meno combustibile (risorse naturali) e diminuire l'immissione in atmosfera dei fumi di scarico.

Periodicità della manutenzione e dei controlli 

In base alla normativa vigente, l’utente responsabile dell’esercizio e della manutenzione degli impianti termici è l’occupante dell’immobile a qualsiasi titolo. E’ considerato “responsabile d’impianto” e, in quanto tale, deve farsi carico degli obblighi derivanti dall’esercizio e manutenzione ordinaria dell’impianto stesso.

Per il controllo ed eventuale manutenzione (genericamente chiamata "pulizia periodica") dell'impianto termico deve essere osservato il seguente ordine gerarchico nell'individuazione della cadenza temporale da seguire:
1)  indicazioni del costruttore dell'impianto (ditta installatrice) espresse con apposita nota;
2) indicazioni del fabbricante degli apparecchi desumibili dal libretto d'uso (da non confondersi con il libretto d'impianto o di centrale);
3) indicazioni fornite dalle normative UNI e CEI dello specifico apparecchio; (per caldaie autonome, ovvero di potenza < 35 kW, la UNI 10436/96, per quelle condominiali, ovvero di potenza > 35 kW, la UNI 10435/95);
4) in mancanza di quanto riportato ai punti 1), 2) e 3) il responsabile dell'impianto deve farsi parte attiva per reperire copia delle istruzioni tecniche relative allo specifico modello di apparecchio.

Manutenzione: Le periodicità minime fissate dalla legge prevedono manutenzioni (pulizia del bruciatore e dello scambiatore di regolazione, sicurezza e controllo, verifica della corretta ventilazione del locale e verifica dell’efficienza dello scarico dei fumi) almeno ANNUALI  per tutti i tipi di caldaie, sia quelle di riscaldamento autonomo, sia quelle condominiali dei riscaldamenti centralizzati.

Controlli: La legge impone che su tutti gli impianti venga effettuato un controllo riguardo all’”efficienza energetica”: esame dei fumi, controllo del rendimento di combustione, etc.   la cadenza di tali controlli viene indicata nella seguente tabella:

TIPOLOGIA IMPIANTO

Cadenza controlli di “efficienza energetica”

Impianti a combustibili liquidi e solidi di qualsiasi potenza

1 anno

Impianti a gas con P nom. foc. >= 35 kW

1 anno

Impianti a gas con P nom. foc. < 35 kW e installati da più di 8 anni

2 anni

Impianti a gas con P nom. foc. < 35 kW con focolare aperto

2 anni

Tutti gli altri impianti 

P nom. foc. < 35 kW a gas stagni e installati da meno di 8 anni

4 anni

P nom. foc. < 35 kW a gas con focolare aperto, ad aria calda e installati da meno di 8 anni

4 anni

Nel caso di centrali termiche di potenza termica nominale complessiva maggiore o uguale a 350 kW, è inoltre prescritto un ulteriore controllo del rendimento di combustione, da effettuarsi normalmente alla metà del periodo di riscaldamento annuale.

I controlli sulle caldaie installate in stabili siti nei Comuni aventi una popolazione fino a 40.000 abitanti sono stabiliti e regolamentati da una serie di norme emanate da diverse autorità (Unione Europea, Stato italiano, Regione Lazio, singoli Comuni, Autorità per l’energie elettrica e gas).

La documentazione: Tutte le operazioni di manutenzione degli impianti devono essere documentate, secondo quanto stabilito dal DPR 551/99;

vengono definite due classi di potenza per quanto concerne la compilazione della documentazione relativa alla manutenzione:

  • Impianti con potenza inferiore a 35 kW, per i quali deve essere compilato il “libretto d’impianto”;

  • Impianti con potenza uguale o superiore a 35 kW, per i quali esiste il “libretto di centrale”;

La ditta che installa la caldaia è OBBLIGATA a rilasciare il certificato di conformità dei lavori eseguiti, ai sensi della legge 46/90

Il manutentore deve provvedere al controllo e all’aggiornamento della documentazione tecnica (libretto d’impianto, certificato di conformità, targa dell’apparecchio) e rilasciare, alla fine del suo intervento:

· Un “rapporto di controllo e manutenzione” (Allegati F e G del D.Lgs. 311/06), in cui sono indicati i controlli effettuati e le eventuali raccomandazioni, che il responsabile dell’impianto deve conservare ed allegare al libretto d’impianto;

· Una “strisciata” dell’analizzatore (esito dell’analisi di combustione) redatta secondo le norme vigenti.

In occasione della prova di combustione, il manutentore potrà applicare un BOLLINO VERDE sul Rapporto di Controllo Tecnico su richiesta dell’utente, permettendogli così di aderire all’AUTODICHIARAZIONE. L’autodichiarazione consiste semplicemente nel dichiarare all’Ente competente l’avvenuta manutenzione del proprio impianto termico tramite l’invio del rapporto di controllo corredato di bollino verde (ogni due anni).

Il Bollino Verde è composto da tre parti separabili con lo stesso numero identificativo:

- Una che rimane all’utente da allegare al libretto d’impianto;

- Una che rimane al manutentore;

- Una che va trasmessa all’Ente competente ai controlli.

Le ditte: La manutenzione di un impianto termico deve essere effettuata da un tecnico o da un’ impresa che abbia competenza tecnica e che sia abilitata ai sensi della legge n. 46 del 1990.

Riportiamo di seguito un elenco dei manutentori convenzionati

Si allega la lista completa dei manutentori file pdf (albo manutentori)

Agevolazioni: In finanziaria 2007 (con proroga anche alla finanziaria 2008) è prevista la detrazione del 55% in 3 anni per la sostituzione di vecchie caldaie con caldaie a condensazione ad alta efficienza energetica (fino a un ammontare di 30.000 €).

Questo significa che se una caldaia a condensazione costa, compresa l’installazione, all’incirca 2500 €, in tre anni ci verranno restituiti 1.375 € (il 55 %), quindi avremo un rimborso di 458 € all’anno. Tenendo conto che queste caldaie portano un risparmio energetico all’incirca del 20%, su una spesa attuale di 1000 € l’anno ci sarà un guadagno di 200 €: ecco dunque che la spesa affrontata di 1.125 € effettivi (2.500 – 1.375) sarà ammortizzata in circa 6 anni.