Preg.mo Signore Dott. Lucio Stanca c/o Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie Roma
Preg.ma Signora Dott.ssa Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti c/o Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Roma
Vicenza, 2 Settembre 2002
Oggetto: attuale livello di disinformazione in ambito informatico, conseguenze e possibili rimedi.
Gentili Signori Ministri, sono uno studente di Ingegneria Elettronica, e come tale appassionato di nuove tecnologie, specie quelle riguardanti i computer. Proprio per questo motivo mi permetto di rubarVi qualche minuto per richiamare la Vostra attenzione sulla pericolosa situazione che si è creata da qualche anno nel mondo dell'Informatica e di chi dovrebbe contribuire ad insegnarla e diffonderla.
Premessa - Tutti i computer moderni richiedono l'installazione di almeno un sistema operativo (il cui compito è quello di gestire le risorse hardware e i programmi in esecuzione) e di alcune applicazioni che svolgano i compiti richiesti dall'utente (scrittura di lettere, creazione di tabelle e disegni, ascolto di musica, invio/lettura di email, ecc.).
Situazione attuale - Il sistema operativo più diffuso al mondo nell'ambito dei computer “domestici” (desktop) è Windows, nelle sue varie versioni, prodotto dalla società Americana Microsoft: si calcola che ne sia installata una versione sul 95% dei desktop. La suite d'ufficio, il browser, il client di posta elettronica più usati al mondo (rispettivamente: Office, Internet Explorer, Outlook Express) sono di Microsoft. Credo sia doveroso da parte mia farVi notare come questo successo commerciale non sia stato ottenuto grazie alle presunte qualità dei suddetti prodotti (peraltro quelli Microsoft non sono né i più facili, né i più sicuri, né i più stabili, né i più avanzati tecnologicamente), bensì tramite la violazione delle leggi contro il monopolio. Proprio questo comportamento è costato a Microsoft la condanna ad un maxi-risarcimento (ancora in via di definizione) negli Stati Uniti, mentre nell'Unione Europea si sta ancora decidendo come procedere. Windows, Internet Explorer, Outlook Express e spesso Office (nonché altri importanti prodotti Microsoft) sono preinstallati al momento dell'acquisto di un nuovo personal computer, con gravi conseguenze che spiegherò più avanti.
ECDL - Con il termine ECDL (European Computer Driving Licence) si indica un corso con relativo attestato tramite il quale un utente può - teoricamente - dimostrare a tutti la propria conoscenza di base dell'uso del computer. Ancora una volta mi vedo costretto a segnalarVi che tale corso, nonostante il nome e la descrizione "generici", è basato sul sistema operativo Windows e sulla suite d'ufficio Office, con il risultato che l'utente impara a memoria solo qualche tasto di qualche prodotto per un solo sistema operativo di un'unica software house; non so se mi spiego... Non si tratta, quindi, di un corso che regala all'utente padronanza e sicurezza nell'uso del computer, bensì di un attestato di conoscenza (peraltro abbastanza superficiale) dei soli prodotti Microsoft. BSA Non bastasse tutto questo, ci si mette pure la Business Software Alliance (un'organizzazione che comprende, fra gli altri, Microsoft stessa, IBM, Sun, Apple, ecc.) a creare confusione, proponendo periodicamente su tv e giornali le famigerate pubblicità intitolate “Copiare software è reato”; la BSA “dimentica” però di avvisare il pubblico che esistono milioni di programmi assolutamente gratuiti e, per esplicita volontà degli autori, copiabili senza restrizioni. Non c'è da meravigliarsi se alcune società che basano il proprio business su Linux (sistema operativo gratuito e copiabile) fanno fatica a guadagnare mercato e si trovano in difficoltà...
Conseguenze a breve termine
Molti software vengono ormai sviluppati solo per Windows: gli utenti di altri sistemi operativi (se va bene si salvano quelli Mac!) si trovano così “tagliati fuori”. Vorrei precisare che costerebbe ben poco realizzare programmi multipiattaforma (ovvero: in grado di girare su più sistemi operativi), basterebbe usare delle apposite librerie, che spesso sono gratuite. Qualche esempio? www.trolltech.com, www.gtk.org, www.fltk.org. Il vero problema è che molti programmatori non sanno nemmeno che esistono queste librerie, o comunque non se ne interessano...
L'utente generico, al momento dell'acquisto del pc, è costretto in pratica a pagare il software Microsoft (sistema operativo + applicazioni non gratuite) presente in esso, e cioè quella che negli Usa viene ironicamente chiamata “Microsoft Tax”: solo i più esperti riescono, spesso dopo aver “litigato” col negoziante, a farsi disinstallare i prodotti Microsoft e rimborsare il prezzo degli stessi. È scorretto da parte dei venditori non avvisare l'utente che esistono sistemi operativi ed applicazioni alternative rispetto a quelle Microsoft. Oltretutto, la concorrenza è quasi sempre più economica, per non parlare del lato tecnico (maggior stabilità e sicurezza). Inoltre, mi risulta che il contratto con cui Microsoft permette ai venditori di preinstallare Windows a prezzi scontati obblighi anche a non inserire prodotti di terze parti sui pc. A loro volta i venditori sono “obbligati” a preinstallare Windows perché la maggior parte dei programmi girano solo con esso, con il risultato che viene ulteriormente alimentato questo circolo vizioso.
I software Microsoft sono vulnerabili a tutti i tipi di attacchi informatici: virus, troiani, worm, intrusioni, dialer internazionali (porno, suonerie, ecc.) sono solo i più noti fra i problemi che li affliggono. Molti aggiornamenti di sicurezza vengono rilasciati con mesi di ritardo (nel mondo Linux le patch vengono create in ore!). Per carità, la perfezione non è di questo mondo e anche la concorrenza soffre di alcuni di questi problemi. Ma - solo per fare un esempio - i dialer non esistono per Linux, e anche il problema virus è pressoché sconosciuto: e ciò non soltanto perché quest'ultimo sistema operativo sia meno diffuso, ma anche e soprattutto per puri motivi tecnici (che sarebbe troppo complicato spiegare ora).
Chi assume lavoratori dotati di ECDL crede di avere alle sue dipendenze persone capaci di usare il computer, ma si trova sul libro paga gente che, in realtà, sa usare solo qualche prodotto Microsoft. Vuole cambiare il software nella sua azienda? Non può, perché i dipendenti non sarebbero capaci di usare quello nuovo, in quanto “fossilizzati” su prodotti Microsoft. Inoltre, chi offre assistenza tecnica supporta quasi sempre i soli prodotti Microsoft.
Tempo fa leggevo un articolo sul quotidiano online “Punto Informatico” in cui un lettore si lamentava dei test di informatica che venivano svolti presso la sua università (non ricordo dove, mi pare fosse a Milano). Le domande, secondo il lettore, erano del tipo: “Nel programma Word per Windows, il comando per inserire una tabella è 'Tabella/Inserisci' o 'Inserisci/Tabella'?”. Si tratta, in effetti, di un segno dei tempi. A mio modesto parere questo non è il modo corretto di fare cultura. Usare un computer è un po' come guidare un'automobile: non si può fare tutto “a memoria”, è pericoloso e senza senso, bisogna sapere i fondamentali (segnali e tecniche di guida) ed applicarli a seconda della situazione che ci si presenta davanti. Analogamente, è del tutto inutile conoscere a memoria i nomi dei menu di un programma, se poi non si ha la “logica” per utilizzarlo correttamente!
Il degrado culturale è ciò che mi preoccupa di più: utenti principianti che sono portati a credere che “computer” e “Windows” siano la stessa cosa; gente che oramai non sa più la differenza fra sistema operativo ed applicazioni; persone che diffidano di tutto quanto non ha il marchio Microsoft; caccia alle streghe ogni qualvolta si parla di Internet. Come se non bastasse, i giornali (parlo di quotidiani, non di riviste specializzate) riportano stupidaggini a tutto spiano: tipo la famosa notizia apparsa in prima pagina sul Corriere della Sera a metà Luglio 2000, secondo la quale esisteva un nuovo virus funzionante anche col computer spento (no comment!); o tipo il famigerato articolo di inizio anno a firma Luca Panerai, apparso sulla versione online di Panorama, che conteneva decine di errori e, in sostanza, dipingeva gli utenti di Linux come pirati informatici che si riuniscono in “sette” per organizzare la lotta contro Bill Gates (sommersi dalle proteste, gli editori furono costretti a pubblicare un enorme articolo di scuse).
Conseguenze a lungo termine Non vorrei sembrarVi tragico, ma capirete certamente che, se già la situazione è grave adesso, rischia davvero di diventare irreparabile fra breve. Ricordo benissimo che nel “preistorico” 1988 eravamo in pochi a saper usare i computer, e fra questi c'erano le segretarie degli uffici. Ebbene, a distanza di quasi 15 anni noto che le attuali segretarie sanno molto, ma davvero molto, meno rispetto alle loro colleghe di allora: oggigiorno poche conoscono i “fondamentali” (peraltro, ho avuto modo di verificare di persona cosa questo significhi nel momento in cui, premendo tasti a casaccio senza capirne il significato, vengono cancellati documenti importanti...). Il mio timore è che nel giro di dieci anni la Microsoft sia riuscita a diventare padrona totale del mondo informatico, imponendo prezzi a lei congeniali, tecnologie superate vendute come nuove, prodotti scarsi dal punto di vista della stabilità e della sicurezza, e così via. Ciò sarebbe, oltre che un delitto dal punto di vista del principio, anche un grave problema per la libera concorrenza ed il diritto di scelta degli utenti. Si parla di e-government come di una rivoluzione a favore dei cittadini, ma se le cose continuano di questo passo io, francamente, la vedo più come una mezza schiavitù: saremo dunque tutti obbligati (cosa che già sta succedendo) a comprare prodotti Microsoft se i programmi per la firma digitale e via dicendo funzioneranno solo per Windows!? Tutto questo non è fantascienza: basta andare, oggi stesso, sul sito del Ministero delle Finanze o delle Poste, solo per fare un paio di esempi, per rendersi conto che i software messi a disposizione per l'autenticazione e la trasmissione dei documenti sono per Windows... E il degrado culturale, intanto, sarà sempre più grave... Possibili rimedi Rieducare la gente ad un uso intelligente e consapevole del computer sarà un'impresa lunga e faticosa ma, a mio modesto parere, i passi da intraprendere - urgentemente! - sono questi.
Convincere i responsabili del progetto ECDL-Italia a cambiare il nome in "Attestato Microsoft", per correttezza verso chi si iscrive. In alternativa, cambino il loro programma di studi e includano software diversi (ricordo che suite d'ufficio come OpenOffice sono gratuite, per cui questa mossa non graverebbe sul costo finale delle lezioni). Ovviamente, gli stessi suggerimenti resterebbero validi anche per chi tiene corsi meno conosciuti rispetto all'ECDL.
Creare e trasmettere qualche “Pubblicità Progresso” invitando chiunque lavori nel mondo dell'Informatica al rispetto dell'interoperabilità e degli standard esistenti per la creazione di programmi, documenti, siti web, e rendendo consapevoli gli utenti comuni che questi standard esistono e devono essere richiesti a gran voce. Quando parlo di standard mi riferisco, ad esempio, a quelli del consorzio W3 (www.w3.org): sembra banale, ma un buon numero di siti web oggigiorno è visibile (senza un reale motivo) solo con Internet Explorer!
Accelerare il passaggio della Pubblica Amministrazione a sistemi operativi e software alternativi a Windows, sia per motivi di stabilità, costo e sicurezza, che per motivi di principio: lo Stato dovrebbe sempre dare il buon esempio ai cittadini...
Evitare che le Forze dell'Ordine (ad esempio la Guardia di Finanza) siano formate solo con corsi di stampo Microsoft, come invece mi risulta avvenire ora, e ricevano sempre un'educazione consona al lavoro che dovranno svolgere: troppo spesso gli agenti confondono concetti importanti come hacker, cracker, pirateria, mp3 legali, musica illegale. Questo era quanto mi premeva riferire. Temo di aver rubato anche troppo tempo, ma credo che fosse importante metterVi in guardia sul fatto che gli utenti di mezzo mondo usano il computer come se fossero automi, anziché ragionare col proprio cervello. Personalmente faccio quello che posso (creo dei manualetti di Informatica distribuibili gratuitamente, cerco di usare sempre una terminologia corretta, mi adopero per la diffusione di Linux, ecc.), ma naturalmente non è sufficiente. Ritengo che se si può fare qualcosa per correggere la situazione, si deve agire subito nei modi indicati sopra, sempre sperando che i danni causati dal monopolio Microsoft (tecnici, economici, legali, culturali) non siano già permanenti...
Vi ringrazio per il tempo concesso e Vi porgo i miei migliori saluti, Marco Zanon