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Ma Linux è davvero così difficile da installare? |
COREL LINUX Prima di procedere all'installazione di Linux bisogna decidere quale sia la distribuzione che si preferisce: esistono ormai tantissime distribuzioni facilmente disponibili (scaricabili da Internet, se ne ha la possibilità, oppure disponibili su Cd da acquistare). Principalmente oggi la lotta si è ristretta tra chi segue la linea Debian e chi preferisce l'impostazione di Red Hat. Scegliere l'una o l'altra è essenzialmente questione di gusti, anche se il neofita di Linux farebbe meglio a considerare aspetti prioritari, come la facilità d'installazione e d'uso, nella scelta di una distribuzione. A tutt'oggi la distribuzione che meglio unisce queste due caratteristiche è la nuovissima Corel Linux, basata sulla Debian dalla quale eredita il metodo di gestione dei pacchetti software precompilati (i .deb). Prima fase: pianificazione Una buona installazione di Linux non può prescindere da una qualche tipo di pianificazione: bisogna considerare come e dove installare il sistema e quali saranno gli effetti dell'installazione stessa. Se sotto Windows è possibile incrociare le dita e scegliere più o meno a caso tra le opzioni che propone l'installazione, con Linux è il caso invece di iniziare solo dopo aver preparato una "checklist" che possa essere d'aiuto durante l'installazione. È tassativo prendere nota di quelle che sono le componenti hardware del proprio computer (se si ha Windows si può utilizzare l'icona Sistema dal Pannello di controllo):
Corel Linux svolge un lavoro egregio sul fronte della compatibilità delle periferiche hardware, provvedendo nella maggioranza dei casi a configurare quanto necessario e renderle subito disponibili all'utilizzo. Tuttavia, se si utilizzano schede particolari non riconosciute, occorrerà munirsi di pazienza e configurare a mano l'hardware che Corel non è riuscito a gestire: in questo caso, quindi, sarà necessario disporre di tutti i settaggi pronti per l'uso. Per verificare se Linux è in grado di funzionare sul proprio computer, si possono utilizzare le varie Hardware Compatibility List e l'HardwareHowTo che sapranno dire se esistono i driver per tutte le periferiche presenti sulla propria macchina. Seconda fase: preparazione dell' hard disk Linux richiede che vi sia spazio su disco completamente libero (ossia non assegnato a nessuna partizione) per poter essere installato. Si presentano quindi quattro possibili scenari: 1) installazione su un disco che già contiene Windows o un altro sistema operativo e con il disco non ancora partizionato; 2) installazione su una macchina con due dischi, uno dei quali contiene Windows o un altro sistema operativo; 3) installazione su una
macchina senza nessun sistema operativo installato,
e con il disco non ancora partizionato; Nel primo caso serviranno almeno 2 Gb di disco per permettere ai due sistemi operativi di coesistere. Da questo punto in poi è il caso di avere una buona padronanza di concetti come partizionamento e formattazione di un hard disk: si tratta di una fase molto delicata, per cui se non si conoscono gli strumenti qui descritti è l'il buon momento per chiedere l'aiuto di un esperto. Occorre innanzitutto fare un backup dei dati importanti e assicurarsi nel contempo di avere i due dischi di avvio di Windows e possibilmente il Cd-Rom con Windows, in modo da assicurarsi di poter tornare indietro in qualunque momento. A questo punto sono possibili due strade. La prima, usando Fdisk, parte dal presupposto che l'intero contenuto del disco venga cancellato mediante l'eliminazione di qualunque partizione. Dopo questa operazione, sempre con Fdisk (dai dischetti di boot o dal Cd-Rom) si potrà creare una partizio-ne primaria per Windows che occupi solo parte del disco, formattarla e reinstallare Windows su di essa. E ancora una volta il caso di ricordare che questo metodo distruggerà tutti i dati presenti sul disco, per cui bisogna assicurarsi di avere effettuato tutti i backup necessari. L'alternativa passa da alcuni software che si occupano di effettuare un mutamento della dimensione della partizioni. Partition Magic (commerciale) o Fips (freeware), per citarne solo due, possono mantenere tutti i dati preesistenti compattandoli nella parte iniziale della partizione e restringendo la stessa in modo da creare spazio libero su disco. Anche in questo caso, però, i backup sono importanti, se non vitali! Il secondo e il terzo caso sono molto semplici, in quanto non occorre effettuare nessuna operazione su dischi con Windows. Può essere utile, tuttavia, accertarsi che sul disco riservato a Linux non siano presenti partizioni o dati di qualunque tipo, in quanto sarà più comodo lasciare fare a Linux stesso durante l'installazione. Nell'ultimo caso, infine, si hanno due partizioni distinte. Anche qui può essere comodo, dopo aver effettuato i backup del caso, rimuovere la seconda, in modo da lasciare spazio libero a Linux che lo gestirà nel migliore dei modi. Una volta deciso lo spazio da dedicare a Linux è il momento di pensare a come suddividerlo. Linux necessita di almeno due partizioni, in quanto lo swap (la memoria virtuale) viene gestito su una partizione a se stante. È però consigliabile, per una serie di ragioni tecniche e pratiche, creare più delle due partizioni necessarie, in modo da avere a disposizione più File System. La suddivisione classica prevede una partizione di root (detta "/") per la quale sono sufficienti 50-100 MB, destinata a ospitare il sistema base; una partizione dedicata allo swap, che tipicamente dovrà avere dimensioni doppie rispetto a quelle della memoria Ram; una partizione detta "/usr" nella quale viene installata la maggior parte dei programmi (esclusi quelli indispensabili al funzionamento del sistema, che devono essere installati nella root) e che deve essere sufficientemente grande (dai 700 MB in su); una partizione "/var" che serve per mantenere i bg e i file di spool (mail, code di stampa e altro ancora: dai 200 Mb in su); infine una partizione "/home" dove ciascun utente potrà inserire i propri dati (qui si potrà allocare tutto la spazio rimanente). Pronto per l' uso A questo punto tutto è pronto. Se si ha un PC e un Cd-Rom che supportano il boot da Cd è sufficiente inserire il primo Cd fornito con la rivista nel proprio lettore e far ripartire il computer Nel caso contrario occorre prima preparare il floppy di boot sotto Windows, seguendo le istruzioni dell'installazione che parte automaticamente. Assumendo che la partenza avvenga dal Cd-Rom, apparirà subito la schermata di Corel Linux che avviserà dell'avvenuto caricamento del sistema operativo e procederà alla rilevazione dell' hardware. Subito dopo partirà la procedura di installazione: una volta accettata la licenza occorrerà subito inserire un primo username, usando solo caratteri minuscoli e senza spazi o caratteri che non siano alfa-numerici (a-z e 0-9). Seguirà la possibilità di scegliere tra lo standard desktop e le opzioni avanzate. Chi ha già sufficiente manualità con Linux potrà scegliere la seconda ipotesi, ma qui verrà seguita l'installazione standard. Il passo successivo è il più delicato, e riguarda la preparazione del disco fisso. Si potrà scegliere se dedicare tutto il disco a Linux, utilizzare l'eventuale spazio libero, decidere come distribuire la partizioni oppure installare nella partizione Dos/Windows (sconsigliato). Supponendo che si vogliano modificare manualmente le partizioni, seguirà una schermata che mostrerà l'attuale configurazione del disco fisso. Una volta cancellate, modificate o aggiunte le partizioni necessarie, preparando almeno una partizione sulla quale risiederà il sistema operativo e una partizione di swap, occorrerà definire quelli che saranno i "mount point", almeno per la partizione di root (la "/") oppure, se si sono create più partizioni, per ciascuna di queste. Attenzione: il mount point può essere definito solo durante la creazione della partizioni, per cui se si dimentica di specificarlo occorrerà cancellare e rifare la partizione stessa. Seguirà una schermata riepilogativa delle opzioni di installazione, che prelude alla formattazione delle partizioni prescelte. E una buona idea, a questo punto, scegliere di effettuare il controllo dei blocchi difettosi durante la formattazione: si tratta di una precauzione utile per evitare problemi in seguito Una volta cliccato sul pulsante install la procedura automatica avrà inizio, e si potrà andare a prendere il classico caffè in attesa che il sistema operativo venga installato. Se lo schermo si oscura non è il caso di preoccuparsi: lo screensaver, infatti, è già attivo, per cui basterà muovere il mouse per tornare alla schermata di installazione. Dopo circa una ventina di minuti l'installazione avrà termine. Viene richiesto di rimuovere gli eventuali floppy dai drive e la pressione del tasto Ok permetterà di effettuare un reboot del pc. Al successivo riavvio comparirà una schermata che, nel caso sul disco siano presenti più sistemi operativi, permetterà di scegliere se far partire Corel Linux appena installato oppure un altro dei sistemi installati. Una volta fatto partire Linux, appariranno alcuni messaggi a video, e comincerà la seconda parte dell'installazione, in cui il sistema operativo cercherà di configurare il sistema nella maniera migliore possibile. Una volta terminata l'installazione, comparirà uno schermo blu con una finestra che richiede la login proponendo l'utente "root". Non essendo ancora stata definita nessuna password, si potrà direttamente fare clic su "login" per accedere al desktop appena installato. lì sistema richiederà di inserire una password per l'utente, dopodiché la procedura di installazione avrà termine. Rimane ancora un compito da eseguire: l'utente stabilito in fase di installazione ancora non ha una password. Cliccando sull'icona rappresentante il mondo in basso a destra si aprirà un menù. Di lì si potrà scegliere Applications, System e User manager Comparirà una lista degli utenti presenti sul sistema ed è il caso di non farsi prendere dalla tentazione di cancellarne qualcuno, in quanto si tratta di utenze necessarie per il buon funzionamento del sistema. Con un doppio clic sull'utente scelto in fase di configurazione si potrà cambiarne i dati, tra cui la password. In alternativa, dal menù di avvio, si può scegliere l'opzione Logout e tornare alla schermata iniziale. Di qui di potrà effettuare il login utilizzando l'utente definito in fase di installazione. Può succedere che Corel non riconosca tutto l'hardware presente sul computer. Le schede audio, soprattutto, talvolta possono dare problemi. Un metodo perché riconosca la scheda è quello di lanciare da una console (attivabile mediante l'icona del monitor sulla barra di avvio) il comando sound_setup, seguito (se la scheda è Plug and Play) dal comando isapnp /etc/isapnp.conf che provvede a rendere disponibile la scheda audio. Ri-lanciando ancora una volta sound_setup la scheda, se riconosciuta e supportata, dovrebbe mettersi a funziona-re. A questo punto il sistema è pronto. È il momento di leggere un po' di documentazione e cominciare a divertirsi con Linux. |