Partizionare l’Hard Disk per Linux

Partizionare l’Hard Disk per Linux
Genere: Recensioni
A cura di : Andrea Scrimieri
Data :25/9/2001



Anche se ormai quasi tutte le distribuzioni hanno adottato delle interfacce grafiche per rendere l’installazione di Linux piu’ semplice possibile, questa rimane sempre un’operazione molto delicata, il primo scoglio in cui gli utenti Linux devono scontrarsi. Differente gestione dello spazio sul disco, scelta dei pacchetti da installare, configurazione dei servizi e delle interfacce di rete tendono in alcuni casi addirittura a scoraggiare l’utente dal proseguire l’installazione. Cercheremo per questo in questo articolo di chiarire le idee su come ripartizionare il proprio hard disk per far posto a Linux.

Abbiamo due possibilita’: dedicare a Linux un disco fisso, oppure riservagli dello spazio sull’hd dove è installato Windows. Ovviamente dedicare a Linux un PC è comunque una scelta possibile e senza dubbio la meno problematica, in quanto bastera’ eseguire un normale partizionamento e installare il boot manager su /dev/hda. Ma non sempre abbiamo questa fortuna.

Se disponiamo invece di un hard disk inutilizzato (anche di piccole dimensioni, Linux si accontenta di poco, entrandoci abbondantemente in 900 MB, per un’installazione tipica). Prima di tutto è bene renderci conto di cosa dobbiamo creare, tenendo un’occhio di riguardo all’utilizzo che dovremo fare del nostro PC con Linux e allo spazio a nostra disposizione.

Come gia’ detto mediamente un’installazione tipica di Linux (compreso di server X e un ambiente grafico completo) occupa intorno agli 800 MB piu’ la partizione di swap. Le pretese si fanno piu’ modeste se non si preferiscono i classici (e piu’ snelli Windows Manager) ai piu’ diffusi KDE e GNOME. Linux per essere installato richiede almeno due partizioni: una dove risiederanno realmente i file e una di swap per alleggerire il carico che grava sulla nostra RAM. Se si dispone di grande spazio è bene dividere il nostro hard disk in piu’ partizioni, sia per ragioni di sicurezza (qualora si corrompesse un filesystem non avremo perso tutto il contenuto del nostro disco rigido) che per manegevolezza (se decidessimo di reinstallare un’altra distribuzione potremo per esempio mantenere intatta la nostra home directory se vi abbiamo dedicato una partizione apposita).

Riguardo al tipo di partizioni da utilizzare (primarie o logiche) consiglio di creare una partizione per il boot come primaria, utilizzare le restanti primarie disponibili, per poi allocare il nostro spazio rimanente in partizioni logiche all’interno di una estesa. Per chi fosse a digiuno di "partizionamento" e sta stralunando gli occhi davanti a questi termini ricordo che è possibile avere 3 tipi di partizioni: primarie, estese e logiche. Le estese sono in realta’ delle partizioni (possono essere al massimo 4 tra primarie ed estese) che contengono al suo interno una o piu’ partizioni logiche. Senza dilungarmi troppo in particolari tecnici vi faccio presente che Linux indica le partizioni presenti su un disco rigido come
/dev/hdXY
, dove X è una lettera che contraddistingue il nostro hard disk (a per il primary master, b per il primary slave, c per il secondary master, d per il secondary slave) e Y indica progressivamente il numero che contraddistingue la partizione (da 1 a 4 per le primarie/estese, da 5 in poi per le logiche).

Dopo questa breve parentesi mi permetto di darvi alcuni consigli su come amministrare lo spazio a vostra disposizione: se avete piu’ di 1.5 gb liberi, come gia’ detto vi conviene creare piu’ partizioni. La grandezza di ogni partizione dipendera’ dalle vostre esigenze: se per esempio prevedete di creare molti account sul vostro PC, o di utilizzarlo in rete come server rendendo disponibile dello spazio web o ftp, allora conviene avere una partizione per le home directory abbastanza grande, mentre se pensate di installare molti programmi dovrete avere un occhio di riguardo per la partizione con mount point in
/usr.

Indicativamente conviene creare una partizione primaria per /boot di 15 mb (attenzione che vecchie versioni di LILO non permettono il boot da partizioni che superano il 1024 cilindro per una limitazione del BIOS, cio’ non è piu’ un problema dalla versione 21.3), una per /home (siate generosi con questa partizione se avete molto spazio), una per /usr (anche questa merita una particolare attenzione, diciamo che un paio di GB sono abbondanti per ogni uso), una per / dove risiederanno tutti i restanti file (un GB è piu’ che sufficiente). Sulla dimensione della partizione di swap in genere ci si regola assegnando il doppio della RAM presente sul nostro PC (ma non superate i 128 MB). Considerate anche l’opportunita’ di creare una partizione ad hoc per /tmp per i file temporanei e per /var per i file di vario uso come log, spool, cache, ecc. Ora diamoci da fare...

A seconda della distribuzione da noi scelta avremo a disposizione dei tools per partizionare lo spazio che dedicheremo. Andiamo quindi ad analizzare i piu’ comuni.
 

FDISK
Fdisk è uno dei programmi storici per la creazione di partizioni (badate a non confondere questo programma con il suo omonimo per MS-DOS). Pur non essendo recente è ancora il programma usato di default da distribuzioni come Debian e Slackware e distribuzioni come Red Hat permettono ancora di utilizzarlo. Per caricarlo (se non viene avviato in fase di installazione) scrivete:



 

lnxbox1:~# fdisk /dev/hdX



(sul valore di X vale quanto detto prima).

A questo punto ci apparira’ un’interfaccia testuale (che scommetto in molti reputeranno poco amichevole) grazie alla quale potremo modificare la tavola delle partizioni. Le opzioni che ci riguardano maggiormente sono:


 

m Per avere una schermata di aiuto sulle possibili opzioni
p Per visualizzare le partizioni presenti sul nostro disco rigido
n Per creare una nuova partizione
d Per cancellare una partizione
t Per cambiare il tipo di partizione
w Per salvare le modifiche effettuate sulla tavola delle partizioni



Poniamo il caso di voler creare una partizione logica di un GB di tipo ext2. Dovremo premere "n", successivamente "l", scegliere un numero che identifichi la nostra partizione (5 per esempio), scegliere il cilindro da dove far iniziare il nostro filesystem (quello di default è una buona scelta essendo il primo libero), e scrivere la dimensione desiderata per la nuova partizione con +numeroM (se la vogliamo di un GB scriveremo quindi +1000M). Non ci rimane altro che scegliere il tipo di partizione inserendo il codice di due cifre esadecimali che contraddistingue l’ext2 (83 nel nostro caso, per un elenco completo premete "L"). Infine premete "w" per rendere effettive le modifiche sulla tavola delle partizioni.

CFDISK
Cfdisk è un’altro dei programmi utilizzati per creare partizioni. Al contrario di fdisk, dispone di un’interfaccia piu’ amichevole. È un programma per console ed è uno dei programmi che permette di scegliere Slackware in fase di installazione. Per avviarlo eseguite da terminale:


 

lnxbox1:~# cfdisk /dev/hdX



Cfdisk permette di spostarsi agevolmente tra le operazioni da effettuare tramite i tasti cursore. Per creare una nuova partizione bastera’ quindi spostarsi su dello spazio non partizionato e scegliere "New". Tocchera’ ora scegliere tra partizione primaria o logica, la dimensione e il tipo (per quest’ultima operazione scegliete "Type" e inserite le opportune cifre esadecimali).

Con questi due programmi sarete in grado di creare nuove partizioni avendo uno spazio non partizionato. Ma se abbiamo gia’ un sistema operativo installato che occupa tutto l’hard disk? Cosa possiamo fare per ridimensionare la partizione occupata da Windows?

A questo scopo esistono diverse soluzioni, alcune commerciali (come Partition Magic della PowerQuest), altre Open Source (come Parted, FIPS e DiskDrake).

Prima di continuare è bene deframmentare il disco da ripartizionare e disabilitare il virus warning del BIOS. È vivamente consigliato anche di fare un backup dei dati presenti sui vostri dischi.

PARTITION MAGIC
Partition Magic è la soluzione commerciale piu’ valida per la gestione delle partizioni sotto Windows. È stata rilasciata recentemente la versione 7 (disponibile in versione demo all'indirizzo http://www.powerquest.com/partitionmagic/pmdemo.html) che è in grado di gestire partizioni di tipo FAT, FAT32, NTFS ed EXT2 (anche se c’è da riconoscere che non ci sono state grosse novita’ rispetto alle versioni precedenti). Oltre a creare e cancellare è in grado di ridimensionare, spostare, unire e convertire partizioni. È un programma molto semplice e potente grazie ai comodi wizard. Durante gli anni ha anche dimostrato grande affidabilità (anche se con operazioni così delicate la prudenza non è mai troppa). Se volessimo per esempio restringere la partizione che abbiamo dedicato a Windows, bastera’ cliccare sul corrispondente bottone sulla toolbar in basso, scegliere l’hard disk e la nuova dimensione.

Si ha sempre la possibilita’ di tornare sui propri passi correggendosi, e una volta sicuri dei cambiamenti potremo rendere effettive le modifiche cliccando in basso a destra su "Apply Changes". A questo punto sara’ necessario un reboot di Windows in modo da permettere a Partition Magic di lavorare in tutta tranquillita’ (non sotto Windows). Come gia’ detto l’uso di Partition Magic si rivela molto intuitivo e particolarmente indicato per chi, inesperto, si trova spaesato davanti a questo genere di operazioni, tanto che Caldera ha deciso di inserire nella sua distribuzione una versione light di questo programma. L’unica pecca risiede nella sua natura di software commerciale: è a pagamento, e di certo non è un software che si usa di frequente, quindi chi intende acquistarlo è bene che metta sul piatto della bilancia anche questo.

FIPS
Oltre a Partition Magic esiste un’altro programma per DOS/Windows per il resizing di partizioni FAT. Il suo nome è FIPS (First Interactive Partition Splitter). È un programma Open Source (puo’ vantare come licenza la GPL) ed è un progetto molto vecchio (risale al lontano 1993). Purtroppo l’ultima versione di FIPS, la 2.0, ha ormai 3 anni, nonostante questo programma non sia privo di problemi. Spesso infatti durante il suo utilizzo si sono riscontrati problemi di affidabilità, talvolta culminati in una corruzione del filesystem. Cio’ nonostante resta una scelta possibile ed è presente sul CD di quasi tutte le distribuzioni (eccetto quelle che forniscono dei propri tools). Funziona esclusivamente sotto DOS, per cui risulta necessario chiudere Windows o riavviare da un dischetto DOS. Appena caricato FIPS si occupera’ di analizzare la nostra tavola delle partizioni per poi chiederci se fare o meno il backup di essa (vivamente consigliato). Fatto questo il prossimo passo sara’ inserire la nuova dimensione della partizione e confermarla con il tasto "c". Dovremo poi rispondere affermativamente quando ci verra’ chiesto se scrivere le modifiche sulla tavola delle partizioni per renderle effettive. Il risultato del lavoro di FIPS saranno due partizioni di tipo FAT, una corrispondente all’originale rimpicciolita, e un’altra vuota occupante il restante spazio. A questo punto possiamo cancellare quest’ultima per far posto a Linux.
 

PARTED
Parted è un programma Open Source (anche questo è GPL) scritto per Linux e giunto a una maturazione tale da renderlo un programma molto affidabile e popolare. Allo stato attuale è disponibile la versione 1.4.18, anche sotto forma di immagini per floppy in modo da poterlo far utilizzare anche a chi non ha ancora installato Linux (come nel nostro caso). È un programma molto completo anche se il suo punto dolente risiede, come per fdisk, nell’interfaccia grafica. E anche il suo utilizzo richiama quello di fdisk. È pero’ sempre presente un’esaustivo help in linea, per fugare ogni dubbio.

Per installare un’immagine (scaricabile da ftp://ftp.gnu.org/gnu/parted/bootdisk) è necessario rawrite, presente praticamente in tutti i CD delle varie distribuzioni. La sintassi di rawrite è la seguente:

 

rawrite -f immagine.img -d a



Una volta creato il vostro dischetto di boot con Parted, riavviate ed eseguitelo con:

 

lnxbox1:~# parted /dev/hdX



Le opzioni piu’ comuni (è possibile avere un help premendo invio) sono:



 

print Per visualizzare lo stato delle partizioni
resize Per ridimensionare una partizione
mkpartfs Per creare una partizione
move Per spostare una partizione
cp Per copiare una partizione



Vediamo cosa fare per ridimensionare la nostra partizione di tipo FAT con Parted. Prima di tutto controlliamo con il comando print la situazione del nostro hard disk, poi utilizziamo il comando resize utilizzando la seguente sintassi:

 

resize minor inizio fine



al posto di minor va messo il numero che identifica univocamente la vostra partizione (1 qualora di tratti di C: di Windows), mentre inizio sta per il megabyte di inizio partizione e fine quello di fine partizione. Se per esempio volessimo restringere la partizione corrispondente a C: a 4 GB dovremo scrivere:


 

resize 1 0 4000


e
 

quit



Per uscire.

DISKDRAKE
Da un progetto come Parted è nato DiskDrake, tool per la gestione delle partizioni di Mandrake. Questo programma usa infatti la stessa funzione di Parted per fare il resize di partizioni di tipo FAT. Viene avviato automaticamente in fase di installazione e, come per tutti i tools di configurazione di Mandrake, non sono stati trascurati particolari come la facilita’ d’uso e la semplicita’. È un prodotto Open Source (tutelato anche questo da licenza GPL) scritto in Perl e Perl/GTK. È inoltre disponibile anche in italiano, per mettere maggiormente a proprio agio chi non ha molta familiarita’ con l’inglese.

Questo programma è in grado di gestire un gran numero di filesystem. Durante l’installazione puo’ anche essere utilizzato per creare le nuove partizioni da assegnare a Linux e per configurare il file /etc/fstab per montare le partizioni al boot. Per ridimensionare la partizione utilizzata da Windows dovremo cliccare su di essa e quindi scegliere l’operazione "Ridimensiona" dal menu’ a sinistra. Inseriamo quindi la nuova dimensione e clicchiamo su "OK". Per creare una nuova partizione dovremo cliccare quindi sullo spazio non partizionato, e sul bottone "Crea" presente sempre a sinistra. Se avessimo difficolta’ a scegliere la dimensione delle nostre partizioni Linux potremo utilizzare il comando "Alloca Automaticamente" che ci aiutera’ in questa operazione suggerendoci delle soluzioni di comune utilizzo (non è detto pero’ che vengano incontro alle nostre esigenze). Anche DiskDrake, come Parted si è rivelato particolarmente affidabile durante i nostri test, senza tradire le aspettative.

Quelle che vi abbiamo proposto sono i progetti piu’ validi che possono venirvi incontro nel difficile compito del resizing delle partizioni. Ognuno di essi presenta dei vantaggi e degli svantaggi, qualcuno è piu’ stabile e affidabile, qualcun’altro meno. In ogni caso è sempre meglio fare una copia di backup dei nostri dischi, in modo da ridurre al minimo ogni perdita derivata dal malfunzionamento (nessun programma garantisce al 100% la riuscita delle operazioni) del programma da noi scelto.