CRITTOGRAFIA, FIRMA DIGITALE

e PEC (Posta Elettronica Certificata)




(¯`·._.·´¯`·._ Parte 1° _.·´¯`·._.·´¯)

 

Premessa

Crittografia

Tecniche di crittografia

Crittografia a chiave simmetrica (o privata) e Crittografia a chiave asimmetrica (o pubblica)

Algoritmi

Gli algoritmi simmetrici a blocchi

Gli algoritmi simmetrici a flusso

Algoritmi asimmetrici

Algoritmi per il calcolo dell'hashing di un documento

Comunicazione sicura

Crittografia a chiave asimmetrica (o pubblica)

RSA

Chiavi miste

Funzioni di HASH

Si può manomettere una chiave pubblica?

Certificati digitali: chiave PGP/GPG e X.509

Esempio

 

(¯`·._.·´¯`·._ Parte 2° _.·´¯`·._.·´¯)



Firma digitale / Firma elettronica forte o pesante

Firma elettronica debole o leggera

Firma elettronica generica

Firma elettronica avanzata

I Certificatori

Non ripudio

Kit di firma digitale ed i costi

Dove e come dotarsi di firma digitale forte

Dove e come dotarsi di firma digitale (debole) gratis

Procedura di firma digitale

Procedura di verifica


(¯`·._.·´¯`·._ Parte 3° _.·´¯`·._.·´¯)


Norme di riferimento

Fonti e Bibliografia

Per approfondire (links)

 

 

 

(¯`·._.·´¯`·._ ° _.·´¯`·._.·´¯`·._.·´¯`·._ ° _.·´¯`·._.·´¯`·._.·´¯`·._ ° _.·´¯`·._.·´¯`·._.·´¯`·._ ° _.·´¯`·._.·´¯)





Premessa Back

“La norma è incerta”, così si usa dire quando di una legge non si capisce niente! Parliamo della posta elettronica certificata. L’introduzione di questa meraviglia dovrebbe rendere possibile un esempio di questo tipo: “Un cittadino, o un’azienda, dalla postazione informatica della propria abitazione chiede ad una pubblica amministrazione, tramite posta elettronica certificata, un documento elettronico firmato digitalmente dal Responsabile del procedimento e chiede di riceverlo con lo stesso mezzo, possibilmente crittografato.” Ora è un suo diritto!

Tralasciando il fatto che per tentare di usare una casella di posta elettronica certificata si deve comunque essere in possesso di un personal computer, di una connessione ad internet, e saper sopravvivere tra virus, cavalli di troia, spie, dialer, vermi, hacker, cracker, patch, hot fix e altre simpatiche diavolerie;

Ma cos’è una casella di posta certificata? Dove si prende? Quanto costa? Come si usa?

La firma digitale è forse la propria firma passata sotto uno scanner?

Che differenza c’è tra firma elettronica, digitale, debole, forte, certificata, avanzata, qualificata?

Cos’è la chiave privata, la chiave pubblica, il certificato digitale, chi me lo da?

Firmo elettronicamente il mio documento con la mia chiave privata?

Crittografo il mio documento elettronico con la chiave pubblica del destinatario?

E’ meglio la crittografia simmetrica a chiave unica o quella asimmetrica a doppia chiave?

E’vero che i cinesi hanno già “craccato” la firma digitale che ancora non riesce a prendere il via?

“La norma è incerta” ma qui anche la materia è incerta.

Questo scritto, ripreso come un callage da più fonti, è un mite tentativo di fare un po’ di chiarezza, almeno sui termini. Partendo dalla crittografia che è la base della firma elettronica per arrivare alla posta elettronica certificata che appunto usa firme e certificati elettronici.


Crittografia Back

Echelon e' un nome in codice che si riferisce ad una rete informatica, segreta fino al 1997, capace di controllare  l'intero globo e di intercettare, selezionare  e registrare ogni forma di comunicazione elettronica. E' composta da satelliti artificiali, super computer (definiti dizionari) e un certo numero di stazioni a terra in grado di ricevere informazioni dai satelliti artificiali presenti in orbita. Dopo un'inchiesta della BBC, e la voce di alcuni parlamentari del Governo australiano, e di un giudice romano, c’è la conferma che Echelon esiste. Echelon è stato progettato da USA, Gran Bretagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda con il compito di monitorare le comunicazioni. Nel 1997 anche l'Unione Europea diede l'allarme. Ed i Paesi coinvolti non hanno voluto dare nessuna spiegazione al riguardo.

Storicamente, nel 1947 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno stipulato un accordo segreto per proseguire la loro collaborazione nell'attivita' di spionaggio gia' iniziata durante la guerra, volta ad intercettare principalmente comunicazioni radio sovietiche. Tale accordo e' noto come patto UKUSA, al quale successivamente si sono aggiunti, come parti secondarie,  il Canada, la Nuova Zelanda e l'Australia.

Letteralmente il termine Echelon vuol dire "gradino". Secondo quanto scritto dalla ricercatrice freelance e giornalista investigativa Susan Bryce : "UKUSA e' un accordo a gradini, la NSA e' chiamata primo partito... rispetto agli altri paesi dell'accordo, si assume l'impegno di numerose operazioni clandestine. Fu allestita senza alcuna legislazione ufficiale e non c'e' nulla, legalmente, che non possa fare.

La crittografia, dal greco “crypto” (nascondere) e “graphein” (scrivere), è l'arte di progettare algoritmi (cifrari) per crittografare un messaggio rendendolo incomprensibile a tutti tranne al suo destinatario che con un algoritmo simile deve essere in grado di codificarlo, attraverso un parametro segreto detto chiave, usata in precedenza anche dal mittente per la cifratura. La sicurezza di un sistema di crittografia risiede solo ed esclusivamente nella segretezza della chiave e non dell'algoritmo che è opportuno far conoscere alla pubblica analisi, in modo che se ne possano scoprire eventuali punti deboli in tempo. Questo principio, noto come principio di Kerckhoffs, che lo enunciò nel 1883, dice in sostanza che il metodo è più sicuro quanto è più difficile scoprire la chiave segreta conoscendo l'algoritmo che l'ha generata.

 

Tecniche di crittografia Back

I vari cifrari e gli algoritmi di crittografia usano varie tecniche, applicate singolarmente o in combinazione fra loro. Fra le altre tecniche:

* Trasposizione consiste nel rimescolare i caratteri del testo in chiaro secondo una regola prestabilita. Un esempio di questo metodo è lo Scitala lacedemonica.

* Monoalfabetico sono classificabili in questo metodo, la Cifratura di Cesare, Rot-13, Atbash.

* Polialfabetico con questo metodo la cifratura di più gruppi di segni assume più significati. I cifrari di questa categoria sono: codice Vigenere, disco cifrante Alberti, dispositivo di Jefferson, macchina Enigma, cifrario Vernam.

* Poligrafico è un metodo in cui i caratteri in chiaro sono sostituiti a gruppi di due o più caratteri. I cifrari sono: Scacchiera di Polibio, Playfair, Delastelle.

* Composti i cifrari composti fanno uso di varie tecniche in successione. Oppure sono applicati vari metodi di criptazione sullo stesso blocco di testo. Questo metodo rappresenta gli algoritmi moderni, applicabili anche grazie ai sistemi informatici. Tra questi: DES, IDEA.

* Chiave pubblica come per il metodo precedente, è un cifrario moderno. Ad esempio il codice RSA.


Crittografia a chiave simmetrica (o privata) e Crittografia a chiave asimmetrica (o pubblica) Back

Un algoritmo di crittografia riceve un testo da codificare (detto testo in chiaro o Plain-text) e lo trasforma, attraverso la chiave, in un testo cifrato (Cipher-text) apparentemente incomprensibile. I passaggi di cifratura e decifratura del testo vengono solitamente indicati in questo modo:

cifratura: M = Ck(Mc)

decifratura: Dk(Ck(M)) = M

dove M è il messaggio da cifrare, C è l'algoritmo di codifica, D quello di decodifica e k la chiave per i due algoritmi. I metodi di crittografia di questo tipo, cioè che utilizzano la stessa chiave per la codifica e la decodifica sono detti a chiave segreta (o simmetrici). Altri metodi che utilizzano due chiavi diverse per la codifica e la decodifica vengono detti a chiave pubblica (o asimmetrici).

Algoritmi Back

Gli algoritmi simmetrici usano un sistema per cifrare che può essere a flusso o a blocchi. Se a flusso, il codice cripta un bit, byte o una parola alla volta. Se a blocchi, viene applicato ad un gruppo di bit, byte o parole. A seconda dell'applicazione utilizzata viene usato l'uno o l'altro. Il sistema di maggiore utilizzo è quello a blocchi. Sull'algoritmo simmetrico c'è poco da dire: l'utente A cifra il documento mediante una chiave k, ed il destinatario usa sempre questa chiave k per decifrare il messaggio. Se la chiave scelta viene consegnata di persona al proprio interlocutore allora un minimo di sicurezza esiste. Ma se le persone sono distanti? Come fare a scambiarsi la chiave mediante un canale sicuro? Perché internet non è un canale sicuro. La soluzione a questo problema consiste nell'utilizzare un sistema a doppia chiave, un algoritmo asimmetrico.


Gli algoritmi simmetrici a blocchi Back


Gli algoritmi simmetrici a flusso Back


Algoritmi asimmetrici Back


 Algoritmi per il calcolo dell'hashing di un documento Back


 Comunicazione sicura Back

Crittografia a chiave asimmetrica (o pubblica) Back

Diffie ed Hellman pensarono ad un sistema asimmetrico, chiamato algoritmo Diffie-Hellman, basato su l'uso di due chiavi generate in modo che sia impossibile ricavarne una dall'altra. Le due chiavi vengono chiamate pubblica e privata: la prima serve per cifrare e la seconda per decifrare. Una persona che deve comunicare con un'altra persona non deve far altro che cifrare il messaggio con la chiave pubblica del destinatario, il quale a sua volta, ricevuto il messaggio non dovrà fare altro che decifrarlo con la chiave segreta personale. Ogni persona con questo sistema possiede quindi una coppia di chiavi: quella pubblica può essere tranquillamente distribuita e resa di pubblico dominio perché consente solo di cifrare il messaggio, mentre quella privata deve essere conosciuta solo da una persona. In questo modo lo scambio di chiavi è assolutamente sicuro. Fino a questo punto sembrava andare tutto bene, ma bisognava trovare il modo di implementare matematicamente questo sistema, riuscire cioè a creare due chiavi per cui non fosse possibile dedurre quella privata conoscendo quella pubblica.



RSA Back

Il primo modello di chiave pubblica e privata, fu sviluppato nel 1978 da tre professori: Ronald Rivest, Adi Shamir e Leonard Adleman, che realizzarono una procedura di calcoli matematici che prenderà il nome di “algoritmo RSA”, dalle iniziali dei suoi inventori. I tre ricercatori del MIT si basarono sul modello di Diffie-Hellman includendo anche la crittazione dei dati, a differenza del primo.

Quando ci si rese conto dell'efficacia di questo algoritmo, ritenuto ancora oggi inattaccabile, il governo americano decise che i programmi basati su questo algoritmo potevano essere utilizzati liberamente negli Stati Uniti, ma la loro esportazione costituiva reato. Un altro ostacolo all'immediato sviluppo di questo algoritmo era dovuto al fatto che i tre inventori del sistema RSA decisero, nel 1982, di brevettare il loro algoritmo e fondare la RSA Data Security Inc., una compagnia nata per lo sfruttamento commerciale del loro sistema di crittografia.

Nonostante le restrizioni statunitensi all'utilizzo dell'RSA, al di fuori degli USA, dove il governo americano non ha potere e gli algoritmi non sono coperti da brevetto, iniziano a diffondersi numerosi programmi ispirati molto da vicino alla tecnica di Rivest, Shamir e Adleman.

Comunque nel 2000 l'agoritmo RSA diviene pubblico.


Chiavi miste Back

L'introduzione dei metodi a chiave pubblica come RSA hanno risolto brillantemente il grosso problema dello scambio della chiave. La crittografia a doppia chiave è stata una brillante intuizione ma le funzioni matematiche che generano il codice cifrato e quelle inverse per decifrarlo, fanno si che questo tipo di crittografia sia uno dei più lenti in assoluto: si dice che sia da 100 a 1000 volte più lento dei sistemi a chiave segreta.

Per questo sono nati sistemi di crittografia misti, che combinano le due tecniche in modo da fonderne i vantaggi. In pratica, si utilizza la chiave pubblica soltanto per comunicare la chiave segreta (che in questi casi viene chiamata chiave di sessione) che poi verrà usata per una normale comunicazione basata su cifrati a chiave segreta. In questo modo quindi è ampiamente risolto il problema della sicurezza nello scambio della chiave e la velocità di cifratura/decifratura rimane molto alta e non penalizza la comunicazione.

In pratica avviene questo: se A e B devono comunicare in modo sicuro e veloce,

A utilizza la chiave pubblica di B per inviare la chiave di sessione, B decifra la chiave di sessione con la propria chiave segreta, A e B possono comunicare utilizzando la chiave di sessione.


Funzioni di HASH Back

Una funzione di hash, detta anche one way hash, trasforma un testo normale di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza relativamente limitata (in genere 128 o 160 bit). Questa stringa rappresenta una sintesi del messaggio (message digest) è consiste in una vera e propria impronta digitale unica che viene definita valore di hash (oppure checksum) e che gode di tre importanti proprietà:

Quest'ultima proprietà non è impossibile ma in genere si intende che la probabilità di collisione (due messaggi con la stessa sintesi) deve essere molto bassa. Solitamente per le impronte vengono utilizzati 128 bit, ma il valore può essere qualsiasi, tenendo conto che più basso è e più alta è la probabilità di collisione. PGP e GPG utilizzano la crittografia unita all'algoritmo di Hash SHA-1 per firmare il documento.


Si può manomettere una chiave pubblica? Back

Purtroppo si.

Vediamo in pratica cosa può accadere:


Un intruso sostituisce la chiave pubblica di Bruno con la sua.

Anna cifra il messaggio utilizzando la chiave pubblica di Bruno (in realtà è la chiave dell’intruso).

L’intruso è in grado, quindi, di decifrare il messaggio. Prepara quindi un nuovo messaggio (messaggio alterato) da inviare.

L’intruso invia il nuovo messaggio a Bruno, cifrandolo utilizzando la “vera” chiave pubblica di Bruno.

Bruno decodifica il messaggio utilizzando la sua chiave privata.

Né Bruno né Anna scopriranno mai niente di quanto è successo.

Per risolvere questo problema è necessario trovare un modo per LEGARE una chiave pubblica al suo proprietario. Ovvero con il CERTIFICATO DIGITALE


Certificati digitali: chiave PGP/GPG e X.509 Back

Il certificato digitale, è un po' come avere la patente, il codice fiscale. Non ce ne possono essere uguali, altrimenti è un documento falso. Esso include:

Una chiave pubblica può essere firmata così come un documento cartaceo. Firmando un certificato si attesta che la veridicità è confermata dai firmatari della chiave.

Il certificato contiene la chiave pubblica, più un'etichetta con una o più prove che la corrispondenza è esatta. In un gruppo di amici, o in una sede aziendale, non è difficile scambiarsi la chiave pubblica fra gli utenti, basta per esempio un floppy disk. Se il discorso è esteso ad un vasto gruppo di utenti, quindi esterni al gruppo di amici o esterni ai dipendenti di una certa azienda, lo scambio può avvenire tramite un server di certificati, o altrimenti detti Public Key Infrastructure. Questi server, o meglio, questi keyserver permettono di depositare e prelevare i certificati di chiave pubblica.

Queste strutture sono nate perché i software crittografici (PGP, GnuPG) ovviamente non sanno se il nome, l'e-mail che si stanno inserendo appartengono effettivamente a chi inserisce i dati.

Un intruso potrebbe effettuare un attacco di tipo Man-in-the-middle e generare dati falsi per l'occasione. Se invece esiste un'entità di cui si ha totale fiducia, e questa stessa entità ha firmato la chiave pubblica del nostro interlocutore, allora ci si potrà fidare di quella chiave pubblica.

Un certificato digitale può avere diversi formati. I più diffusi sono:


Una chiave PGP/GPG include:


Un certificato X.509 contiene:

E poi altre informazioni.

Quali sono le differenze fra un certificato PGP/GPG ed uno di tipo X.509? Sono queste:

Nei certificati digitali di tipo X.509 rivestono un ruolo importante:

La CA crea i certificati e li firma elettronicamente utilizzando la propria chiave privata. Controllando la chiave pubblica della CA, chiunque può verificare sia l'autenticità che l'integrità del certificato attraverso la firma digitale della CA.

Una CA può delegare anche ad altri il compito di validare i certificati, da qui nasce il modello di fiducia gerarchico. In questo caso la CA alla base è detta CA root.

La CA inoltre, crea o gestisce il software che viene utilizzato per emettere i certificati dei suoi utenti (che possono essere privati, aziende, enti governativi). Esistono autorità di certificazione che sono protetti a livello amministrativo e persino militare.

La RA controlla i processi e gli strumenti utilizzati dalla CA.








Esempio Back

L'utente A firma digitalmente un documento, calcolando l'impronta mediante un procedimento matematico (funzione di Hash). Cripta quest'impronta con la propria chiave privata ed allega questa firma al documento. L'utente B, il destinatario del documento firmato, per verificare la firma del suo corrisponde effettivo, innanzitutto deve possedere la chiave pubblica della CA così da verificare la firma digitale dell'autorità del certificato dell'utente A.

Poi applica il procedimento matematico per calcolare l'impronta, decriptando quest'impronta con la chiave pubblica del mittente, e se la risultante sequenza di bit è uguale all'impronta ottenuta dalla firma di A, allora il documento è stato realmente mandato da quel mittente e non è stato modificato da nessuno.

Per concludere, per essere certi di comunicare effettivamente con una certa persona (azienda, ente), c'è bisogno di un'autorità al di sopra delle parti che garantisca l'identità del proprio interlocutore, nel caso di certificato X.509.

Fra queste autorità, faccio presente la Thawte (http://thawte.ascia.net oppure http://www.thawteitalia.com), VeriSign (http://www.verisign.com) e il progetto EuroPKI Italian Certification Authority (http://www.europki.org/ca/it/it_index.html). La prima e la terza autorità rilasciano i certificati digitali in modo del tutto gratuito (naturalmente dopo aver verificato i dati personali).

Per vedere i certificati memorizzati sul proprio computer (con sistema operativo Windows), cliccare su Pannello di controllo>Opzioni internet>clic sul tab Contenuto>clic sul pulsante Certificati.

Apparirà una lista con i certificati memorizzati sul computer. La finestra è simile alla seguente:



I tab che ci interessano di più sono: “Personale” e “Altri utenti”. Il primo tab, come indica il nome, contiene i propri certificati digitali personali, mentre il secondo contiene quelli dei propri corrispondenti. Tenere presente che ad ogni certificato digitale può corrispondere un solo indirizzo e-mail. Analizziamo ora alcuni passi da compiere per mettere al sicuro i certificati, perché se si perdono bisognerà richiederli nuovamente.

 

Firma digitale / Firma elettronica forte o pesante Back

(principio giuridico) è quella che il legislatore definisce firma digitale. Essa è basata su un sistema a chiavi crittografiche asimmetriche, utilizza un certificato digitale con particolari caratteristiche, rilasciato da un soggetto con specifiche capacità professionali garantite dallo Stato e viene creata mediante un dispositivo con elevate caratteristiche di sicurezza che in genere è una smart card. La firma digitale può ritenersi equivalenti a quella autografa. Quando si ha la necessità di una sottoscrizione equivalente a quella autografa è indispensabile utilizzare la firma digitale. La firma digitale è utile nel momento in cui è necessario sottoscrivere una dichiarazione ottenendo la garanzia di integrità dei dati oggetto della sottoscrizione e di autenticità delle informazioni relative al sottoscrittore.

Quindi, alla sottoscrizione con firma digitale “forte” (quella che possiede le seguenti caratteristiche: 1- è una firma elettronica avanzata,

2- è basata su un certificato qualificato,

3- è generata per mezzo di un dispositivo sicuro per la generazione delle firme)

viene data la medesima validità giuridica di una firma autografa autenticata da un pubblico ufficiale.


Firma elettronica debole o leggera Back

è tutto ciò che non risponde anche in minima parte a quanto appena descritto, ma è compatibile con la definizione giuridica di firma elettronica. Quando non si ha la necessità di una sottoscrizione equivalente a quella autografa è sufficiente utilizzare la firma digitale debole o leggera.

 

Firma elettronica (generica) Back

può essere realizzata con qualsiasi strumento (password, PIN, digitalizzazione della firma autografa, tecniche biometriche, ecc.) in grado di conferire un certo livello di autenticazione a dati elettronici.

 

Firma elettronica avanzata Back

più sofisticata, consente di identificare in modo univoco il firmatario garantendo anche l’evidenza di modifiche all’oggetto firmato, apportate dopo la sottoscrizione.


I Certificatori Back

garantiscono la veridicità e la correttezza delle informazioni riportate nel certificato (dati anagrafici del titolare). I certificatori che intendono rilasciare certificati digitali validi per le sottoscrizioni di istanze e dichiarazioni inviate per via telematica alla pubblica amministrazione stessa, possono dimostrare di possedere particolari e comunque superiori caratteristiche di qualità e sicurezza e ottenere quindi la qualifica di “certificatore accreditato”. Tale qualifica è sotto il controllo ed è garantita, in Italia, dallo Stato.


Non ripudio Back

La firma digitale ha caratteristiche tali da non consentire al sottoscrittore di disconoscere la propria firma digitale (fatta salva la possibilità di querela di falso). Infatti Il documento informatico, quando è sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica avanzata, e la firma è basata su di un certificato qualificato ed è generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, fa inoltre piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritto.


Kit di firma digitale ed i costi Back

Per poter generare firme digitali è necessario essere dotati di un dispositivo sicuro per la generazione delle firme (costituito da una smartcard o da un token USB), un lettore di smartcard (nel caso in cui non si utilizzi il token USB), un software in grado di interagire con il dispositivo per la generazione di firme digitali e per la gestione del dispositivo stesso (es. per il cambio del PIN che ne consente l’uso).

I costi del kit completo è variabile da certificatore a certificatore; a titolo orientativo è comunque possibile ottenere il kit completo ad un prezzo di circa 100,00 €. Il certificato ha una scadenza, e deve essere quindi rinnovato periodicamente. In genere hanno una validità di uno o due anni, il rinnovo ha un costo orientativo di 10,00/15,00 € per anno.


Dove e come dotarsi di firma digitale forte Back

L’elenco pubblico dei certificatori è disponibile via Internet per la consultazione (1), dove sono anche disponibili i link ai siti web degli stessi sui quali sono indicate le modalità operative da seguire.


Dove e come dotarsi di firma digitale (debole) gratis Back

Prima di avventurarsi a contattare un certificatore accreditato per il rilascio di una firma digitale forte, prendere un appuntamento, pagare circa 100,00 Euro, e poi magari scoprire che nel frattempo le “norme” si sono accorte che la firma digitale forte non è poi così forte, ci si può dotare gratuitamente di una firma digitale cosiddetta debole e iniziare a firmare e crittografare e-mail e documenti.

Quello che segue è l’indirizzo internet di una società di Terni che mette a disposizione gratuitamente i propri certificati S/MIME (certificati per la posta elettronica certificata) per uso personale! https://www.globaltrust.it/products_buy/gcorpsecmail_24.aspx

Quello che segue invece è l’indirizzo della branca italiana di Thawte, recentemente aquisita dalla più grande e potente VeriSign, leader del settore, la quale rilascia certificati digitali in maniera del tutto gratuita. http://thawte.ascia.net/guideweb/registrazione/frameset.php


Procedura di firma digitale Back

Dopo aver reso disponibile il dispositivo, inserendo quindi la smartcard nell’apposito lettore o aver inserito il Token USB nella porta specifica, l’applicazione di firma provvederà a richiedere l’inserimento del PIN di protezione, visualizzerà e richiederà di scegliere quale certificato si intende usare e procederà infine alla generazione della firma. In base alla legislazione vigente sull’interoperabilità della firma digitale il file sottoscritto conserva il suo nome originale, al quale viene aggiunta l’estensione “.p7m”. Ne risulta che il file pippo.pdf, dopo la sottoscrizione, diverrà pippo.pdf.p7m e come tale sarà fruito da altre applicazioni.


Procedura di verifica Back

La procedura di verifica della firma digitale apposta ad un documento informatico consiste sostanzialmente nel verificare che:

1. il documento non sia stato modificato dopo la firma;

2. il certificato del sottoscrittore sia garantito da una Autorità di Certificazione (CA) inclusa nell’Elenco Pubblico dei Certificatori;

3. il certificato del sottoscrittore non sia scaduto;

4. il certificato del sottoscrittore non sia stato sospeso o revocato.

Per eseguire queste verifiche, oltre che per rendere leggibile il contenuto del documento, sono utilizzati specifici software. Detti software sono forniti dai certificatori ai titolari dei certificati; coloro che non sono dotati di un kit di firma digitale possono altresì utilizzare dei software disponibili per uso personale a titolo gratuito.


NORME DI RIFERIMENTO Back

Art. 15, comma 2, della legge 15/3/1997, n. 59;

DPR 10 novembre 1997, n. 513;

DPCM 8 febbraio 1999;

Direttiva europea 1999/93/CE sulle firme elettroniche:

Circolare AIPA CR/24 del 19 giugno 2000;

Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445:

Circolare n. 3529/C del 30-10-2001 del Ministero delle Attività Produttive;

Circolare n. 3532/C del 15-11-2001 del Ministero delle Attività Produttive;

Circolare n. 3553/C del 29/11/2002 del Ministero delle Attività Produttive;

Decreto legislativo 23 gennaio 2002, n. 10;

Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2003, n. 137;

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2004;

DPCM 13 gennaio 2004;

D.Lgs. 15 marzo 2006


Fonti e Bibliografia Back

http://www.cli.di.unipi.it/~guidi/echelon/tesi.html

http://www.cnipa.gov.it

http://www.gxware.org/

http://www.interlex.it/attualit/amonti49.htm

http://www.repubblica.it/online/tecnologie/echelon/echelon2/echelon2.html

http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/1357264.stm


Per approfondire (links) Back

http://www.card.infocamere.it/

http://www.interlex.it/docdigit/indice.htm

http://www.interlex.it/docdigit/intro/intro1.htm

http://www.mininnovazione.it/ita/egovernment/infrastrutture/firma_digitale.shtml

http://www.mininnovazione.it/ita/normativa/normativa_firmadigitale.shtml

http://www.poste.it/online/postecert/cosef.shtml

http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Aree_operative/Regolazione_e_Formazione/Firma_digitale/

http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/In_primo_piano/Posta_Elettronica_Certificata__(PEC)/

http://www.governo.it/governoinforma/dossier/firma_digitale/index.html

https://firmadigitale.trustitalia.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Firma_digitale

http://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_digitale

http://punto-informatico.it/p.asp?i=57917

http://opensignature.sourceforge.net/

http://www.macworld.it/showPage.php?template=notizie&id=5849

http://www.ictlex.net/?p=296

http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=807&idSezioneRif=39

http://www.re-set.it/documenti/1000/1800/1810/1817/15giugno_firmadigitale.htm

http://thawte.ascia.net/guideweb/richiesta/index.php

http://www.trustitalia.it/decode.php?id=2kcU8E002914

http://www.gnomixland.com/mod-subjects-viewpage-pageid-428.html

http://www.kpromos.com/sicurezza-informatica/40/sha1-violato.html

http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=6

http://www.globaltrust.it/seclaw/italia/postaCert/index.aspx

http://thawte.ascia.net/index.php

http://www.interlex.it/docdigit/dallariva1.htm




FINE