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S. Giovanni
Battista
La celebrazione odierna, che nella Chiesa
latina ha origini antiche è legata alla dedicazione della
chiesa costruita a Sebaste in Samaria, sul presunto sepolcro del
precursore di Cristo. Dal Vangelo e dalla tradizione possiamo
ricostruire la vita del Precursore, la cui parola infuocata parve
davvero animata dallo spirito del profeta Elia. Nell'anno 150
dell'imperatore Tiberio (27-28 d.C.), il Battista, che conduceva
vita austera secondo le regole del nazireato, iniziò la sua
missione, invitando il popolo a preparare le vie del Signore, per
accogliere il quale occorreva una sincera conversione, cioè un
radicale cambiamento delle disposizioni dell'animo. Rivolgendosi a
tutte le classi sociali, destò entusiasmo tra il popolo e malumore
tra i farisei, la cosiddetta aristocrazia dello spirito, dei quali
rinfacciava l'ipocrisia. Personaggio ormai popolare, negò
risolutamente di essere il Messia atteso, affermando la superiorità
di Gesù che egli additò ai suoi seguaci in occasione del battesimo
presso la riva del Giordano. La sua immagine pare dileguarsi in
dissolvenza all'affermarsi "del più forte", Gesù. Tuttavia, "il più
grande dei profeti" non cessò di far sentire la sua voce ove fosse
necessario per raddrizzare "i tortuosi sentieri" del male.
Sappiamo come andò a finire: in occasione di un festino svoltosi
a Macheronte, la figlia di Erodiade, Salomè, avendo dato eccellenti
prove di agilità nella danza, entusiasmò Erode, al quale, per
istigazione della madre, domandò e da lui ottenne in premio la testa
del Battista, mettendo così a tacere il battistrada del Messia, la
voce più robusta dei banditori dell'imminente messaggio evangelico.
Ultimo profeta e primo apostolo, egli ha dato la sua vita per la sua
missione, e per questo è venerato nella Chiesa come
martire. |